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L’autismo è uno stile di vita❤

L’autismo è vivere in un mondo meraviglioso regnato dalla fantasia,è vedere la vita a colori anche quando è buio,è urlare ma non avere paura,l’autismo è parlare con gli occhi e vivere di cuori ❤

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Riparto da qui…

A causa del trasloco nella nuova casa a marzo di quest’anno, Francesco non ha frequentato l’asilo nido se non per un mese.

Già da allora,a settembre di un anno fa, ci siamo accorti che lui era diverso,a differenza dei suoi coetanei lui non parlava,non giocava con gli altri,si isolava e soprattutto aveva degli atteggiamenti ripetitivi come girare in tondo,girare le ruote,picchiarsi per niente…

Il pediatra di allora ci disse che era normale e dovuto a un suo nervosismo e gelosia a causa dell’arrivo della sorella…

Ci siamo rasserenati un attimo,sbagliando,e abbiamo atteso, infondo eravamo sempre stati noi 3 e questo cambiamento poteva averlo turbato…Ma i mesi passavano e di parlare ancora nulla se non pochissime parole…

Per un genitore ammettere che un figlio è malato è un dolore atroce,ti senti il cuore andare in mille pezzi,le notti sono più lunghe fatte di letture,pianti e suposizioni così alla fine,aiutati dalla nuova pediatra questa estate ci è stata prescritta la visita dal neuropsichiatra infantile e quello che per noi era solo un ipotesi si faceva invece sempre più strada diventando così una realtà…

Sono stati giorni difficili i primi,quelli fatti di incontri con medici e logopedista che ci hanno portato man mano alla diagnosi…Ma non ci hanno dato false speranze anzi,forse il fatto che io e marito fossimo così preparati e lucidi ha fatto sì che anche per loro parlarci a cuore aperto fosse più semplice…

All’inizio ti chiedi perche proprio a te e ti colpevolizzi, per lo meno io l ho fatto,mi sono chiesta e mi chiedo tuttora se il mio accanimento medico fatto di ormoni e cortisone per un anno prima di averlo e 8 mesi dentro di me,abbiano potuto influenzare i suoi geni, perché l autismo è una malattia genetica scaturita da qualche mutazione,mi sono colpevolizzata per tanto tempo,ho pianto e mi sono sentita sola ma poi capisci che è il destino che decide per noi così mi sono data la risposta anche al perché tutta quell’attesa per averlo e poi,senza neanche pensarci,dopo l’infertilità è arrivata Teresa, e mi sono risposta che infondo il mio non è un destino crudele,è vero,dall’autismo non si guarisce ma infondo, siamo “sani”,siamo felici e non combattiamo con un male che a volte non è controllabile e può vincere su di noi,si,per il momento percui si,poteva andarci peggio. ..

Viviamo le nostre giornate con Francesco che 2 volte a settimana deve andare a terapia dalla logopedista per poi correre alla scuola materna,quella fatta di bimbi come lui ma che a differenza sua parlano,interagiscono…

Continuo a sognare di sentirsmi chiamare mamma , è una cosa che ho sempre custodito nel mio cuore aspettando diventasse realtà è ora,nonostante la terapia, Francesco non ne vuole sapere di chiamarmi se non quando è il padre a chiedergli chi sono,a differenza sua che invece si sente chiamare mille volte…

Ma avere un figlio autistico significa non poter cantare se non quando lo vuole lui,significa vedere  piatti volare,significa andare a letto con i lividi (perché si,con quel suo faccino dolce spesso ha degli scatti d’ira),significa che se la sua giornata è no non sei libero di andare per negozi (a meno che non siano negozi di scarpe o non ci sia il mc donald)…

Ma avere un figlio autistico significa anche godersi appieno ogni suo abbraccio,gioire quando lo vedi mangiare felice i cibi fatti apposta per lui (perché tutto deve avere panatura, essere scuro o croccante fuorché la pastasciutta),significa festeggiare ogni giorno un suo piccolo progresso come semplicemente sentirlo contare fino a 10!

Avere un figlio autistico significa avere un figlio speciale,significa godere delle piccole cose e fare di tutto affinché la sua vita sia più rosea e felice possibile! 

Ho chiesto di avere un figlio speciale e non c’è regalo più bello che il signore potesse farmi perché ha reso me una persona migliore,mi ha fortificato e mi ha fatto capire veramente l’essenza della vita…

E se tu che leggi ti ritrovi nelle mie parole sappi che non sei sola,che ogni sacrificio verrà ripagato con i suoi sorrisi,che le giornate no porteranno una crescita ma soprattutto sappi che sei speciale anche tu,nella tua fragilità e nelle tue lacrime e che anche se il domani fa paura non sei sola❤

E vedere un piccolo passo verso di lei che ti ama da impazzire è uno dei motivi percui sono grata di avervi!Vivere di poco ma vivere di gioia!

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Aspettando te 3.0

Quando ho cominciato a scrive tanti ormai anni fa, ero una persona vuota nonostante un mondo bellissimo intorno ma mancava qualcosa che portasse vita dentro di me,un bambino.

I ricordi della fecondazione sono ormai lontani,avrei fatto qualsiasi cosa per diventare madre e al terzo tentativo finalmente era arrivato quel test positivo che il 24 settembre 2014 mi ha donato il mio miracolo della medicina come lo chiamo io, il mio Francesco Pio.

A soli 15 mesi dalla sua nascita invece arriva il miracolo della natura,quel positivo che ora ha il nome di Teresa.

Ed è li che mi sono fermata ma, esattamente a 15 mesi di lei arriva aspettando te 3.0

No, questa volta però non sono in attesa ma è una rinascita,se vogliamo vederla nel lato positivo del termine,del mio primo miracolo.

Ho sempre pensato sarebbe stato il mio bimbo speciale e ora capisco il perchè e voglio dirvelo così

Vi siete mai chiesti come vengano scelte le mamme dei bimbi speciali? … Io immagino Dio che dal cielo guarda verso la terra, mentre osserva chiede ai suoi angeli di prendere delle note su un librone gigante. “Rossi Maria, a lei mandiamo un maschietto, e come santo patrono San Matteo. Bianchi Anna, a lei una bimba, santo patrono direi Santa Clelia. Verdi Giuseppina, a lei gemelli, come santo patrono mandale San Gerardo, quello è abituato alle parolacce!”
Dopo un po’ da un altro nome all’angelo … e aggiunge ” A lei mandiamo un bimbo speciale. “L’angelo è curioso … ” Perché proprio a lei Signore? … lei è così felice!” … Dio replica, “Proprio per quello! Secondo te potrei mandare un bimbo speciale ad una mamma che non sa ridere? Sarebbe crudele.” …
“Ma avrà abbastanza pazienza?” chiede l’angelo. “Non voglio che abbia troppa pazienza, non vorrei naufragasse in un mare di auto pietà e disperazione. Dopo che lo shock e la rabbia passeranno saprà affrontare il tutto. L’ho osservata oggi, ha quel senso di se’ e di indipendenza così raro e necessario in una madre. Vedi, il bimbo che le manderò ha un mondo a se e lei dovrà portarlo fuori da quel mondo, e non è una cosa facile.”
“Ma Signore, non è neanche credente!” Dio sorride, “Non importa, mi prenderò cura del problema. Ma questa donna è perfetta, ha la giusta dose di egoismo” … L’angelo è stupito, “Egoismo? Da quando in qua l’egoismo è diventato una virtù?” … Dio annuisce. “Se occasionalmente non riuscirà a staccarsi dal suo bimbo, non potrà mai farcela. Si, donerò a questa donna un bimbo speciale. Lei non lo sa ma sarà invidiata, non darà mai più niente per scontato, non considererà mai un passo come una cosa normale. E quando il suo bimbo la chiamerà mamma per la prima volta, saprà di aver osservato un miracolo. Le permetterò di vedere le cose chiare come le vedo io, l’ignoranza, la crudeltà, il pregiudizio, ma lei sarà superiore a tutto ciò. Non sarà mai sola, io sarò al suo fianco ogni minuto di ogni giorno.” … “E per quanto riguarda il santo patrono?” chiede l’angelo ancora con la penna in mano.
Dio sorride, “Sara’ sufficiente uno specchio.”