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Ansia da partenza.

Oramai siamo agli sgoccioli, questi 4 mesi tutti insieme sono volati, ci siamo goduti il nostro tempo come mai avevamo fatto prima, ci siamo riscoperti tutti insieme 24 ore su 24, svegliandoci con il sorgere del sole e andando a letto cullati dal rumore del mare; credo saranno queste le cose che più ci mancheranno della nostra permanenza in terra sarda… Ma, come tutte le cose belle, prima o poi finiscono e senza neanche accorgercene ci ritroveremo di nuovo a casa tra una camicia da lavoro da stirare e un pranzo da preparare per il nostro papà orso mentre io e i due nani resteremo a casa ad attenderlo…

Ma abbiamo avuto un grande dono durante questo tempo, quello di stare uniti, di sopportarci e supportarci, prova che anche stando costantemente insieme riusciamo a superare tutto nonostante le problematiche che avevamo da affrontare nella nostra terra.

Quello che però mi spaventa del rientro e più mi mette ansia è come sarà invece affrontare il ritorno alla normalità per 2 bambini con delle problematiche che, dopo aver passato 4 mesi totalmente liberi da qualsiasi impegno, si ritroveranno nuovamente sballottati tra una terapia e l’altra in una città fredda come Modena, vivendo con le giornate scandite da tabelle rigide da seguire fatte di programmi e regole.

Per Francesco soprattutto, uno dei primi problemi per cui avevamo cominciato a lavorare, appena avuta la diagnosi, era stato proprio come non farlo andare in crisi ad ogni distacco, soprattutto da suo padre per il quale ha proprio un attaccamento morboso e credo che rivederlo per lui andar via sarà abbasta frustrante e traumatico.

In quel periodo è stata davvero dure perché ogni volta che suo padre usciva erano crisi di urla e autolesionismo, ci sono state tantissime volte infatti dove per uscire doveva far finta di andare al bagno e poi doveva sgattaiolare fuori dalla finestra, questo succedeva soprattutto se lo vedeva uscire non in divisa da lavoro, delle volte invece, si doveva mettere sopra il giubbotto per non far vedere come era vestito sotto; è stata dura ma pian piano, con l’aiuto della nostra santa terapista l’abbiamo superata ma, proprio per evitare che questo possa riaccadere, passeremo un mese a casa tutti insieme per farlo riabituare a quella che è invece la realtà nonostante, tra viaggi per ricoveri ospedalieri e viaggi di famiglia, faremo di tutto per ritagliarci più spazi nostri cercando di riprendere anche quegli stimoli come la curiosità di scoprire nuovi posti in giro per il mondo!

Stiamo infatti cercando di programmarci già dei piccoli viaggi in dei paesi ricchi di storia e castelli di cui Francesco è innamorato, dunque, dopo aver visitato Lubiana e Zagabria stiamo infatti pensando di visitare la Polonia, la Repubblica Ceca e l’ Ungheria, città appunto caratteristiche e ricche di stimoli anche se, il posto dove più vorremo portarli è in Romania a vedere il Castello del Conte Dracula, meta che sicuramente faremo non appena i bambini saranno un po’ più grandi!

Per quanto riguarda Teresa, il suo vocabolario è rimasto quasi tale e quale a quando siamo partiti quindi anche con lei, dopo che a Ottobre ci daranno dall’ ospedale Stella Maris una diagnosi definitiva, si dovrà partire con una terapia mirata per cercare di sbloccare questo suo ritardo del linguaggio!

Insomma, l’ansia comincia a farsi sentire ma sono sicura che con la forza dell’amore che ci contraddistingue, la nostra grossa grassa famiglia pazza riuscirà a superare anche questa!

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